Piazza Vittorio Emanuele
Cuore pulsante della vita cittadina la piazza di Novanta è in posizione centrale rispetto al paese. Incornicia la chiesa Arcipretale diSan Mauro e ospita il mercato rionale del giovedì.
È de sempre crocevia per i più differenti motivi: eventi, sagre paesane, raduni sportivi e mercatini.
Vi aspetta per una pausa con i locali tipici della tradizione enoteca e culinaria.![]()

Il Campanile
Nel centro di Noventa di Piave svetta il Campanile della Chiesa Arcipretale di San Mauro Martire. Sovrasta maestoso la piazza Vittorio Emanuele e incornicia il paesaggio.
Cenni storici
Durante la prima guerra mondiale si verificò l'evento più tragico della storia di Noventa. Nell'autunno del 1917, dopo la Battaglia di Caporetto il fronte si assestò lungo il Piave. L'arrivo dell'esercito austro-ungarico fu preceduto dallo sfollamento della popolazione, dal trasferimento degli uffici comunali a Roma e dall'abbattimento del vecchio campanile della chiesa di San Mauro (per evitare il suo sfruttamento come torre di osservazione).
Il Campanile fù ricostruito con forte volere da parte dei Noventani. Fù progettato alto e snello, secondo in altezza solo a quello di S.Marco a Venezia. Venne ultimato assieme alla Chiesa nel 1923, su progetto studiato dal prof. Possamai a cui si unì l’arch. Rupolo,
Architettura
Il Campanile della Chiesa Arcipretale di Noventa è uno dei più alti costruito lungo il Piave. L’altezza totale all’estremità della croce è di 80 metri.
Ha fondazione formata da uno strato di calcestruzzo nel quale sono incastrati 529 pali battuti per il costipamento del terreno di fondazione.

Villa Lucatello
Edificata sull’area in cui sorgeva l’antico complesso di villa Bortoluzzi Molin, in elegante stile composito, che unisce elementi neomedievali e rinascimentali, che palesano chiaramente l’impronta dell’architetto Domenico Rupolo.

L’ Area archeologica di San Mauro
Dove sorgeva l’antica pieve di San Mauro. Scavi effettuati negli anni 1979-81, e recentemente riaperti, hanno messo in luce un ricco complesso insediativo, con due ville di epoca romana, dei secoli I a.C. e IV-V, ed una sovrapposizione di edifici sacri medievali e rinascimentali.
Sopra i resti delle ville romane furono rinvenute le fondazioni di una piccola chiesa romanica, la primitiva pieve dedicata a San Mauro, quella che una bolla dell’11 maggio 1152, indirizzata dal papa Eugenio III al vescovo di Treviso Bonifacio, indica come soggetta alla sua diocesi.
La costruzione, orientata ad ovest, aveva pianta rettangolare con unica navata, divisa dal presbiterio da una pergola, e absidi semicircolari interne. I muri perimetrali, conservati in alzato per circa un metro, erano costituiti da filari alternati di ciottoli di fiume e di tegole romane di spoglio.
La fondazione della pieve può essere fatta risalire ad epoca di poco anteriore al documento sopra citato, in base alla moneta più antica ritrovata nel contesto (un denaro veneziano di ENRICUS IMPER, databile alla prima metà del XII secolo).
La pieve andò soggetta al consolidamento dei muri di fondazione (in uno dei quali fu inserito un capitello proveniente probabilmente dalla distruzione della pergola) e all’innalzamento del pavimento che venne lastricato.
Negli strati corrispondenti ai più antichi battuti pavimentali della chiesa furono rinvenute numerose monete, per lo più d’argento, che ne attestano la frequentazione dal secolo XII sino alla metà del XV secolo. Accanto ad esse, i reperti più frequenti sono costituiti da frammenti di lampade pensili e di ampolline in vetro databili al XIII-XIV secolo. A quest’ultimo secolo si datano anche i numerosi frammenti di affresco rinvenuti lungo i muri perimetrali, che stanno ad indicare l’avvenuta distruzione della pieve (intorno alla metà del Quattrocento) per far posto alla più grande chiesa di San Mauro che doveva perdurare sino al 1917.

L’Arcipretale di San Mauro
Costruita nel 1923, in stile romanico. All’interno: un ciclo di affreschi di Tiburzio Donadon, e l’icona della Beata Vergine, un tempo venerata nell’Oratorio del Rosario e miracolosamente salvata dalle distruzioni belliche. Il campanile, opera dell’architetto Rupolo, è tra i più alti del Veneto.

Il Municipio
Costruito alla fine dell’ottocento. Gravemente danneggiato durante la Grande Guerra, è stato ricostruito nella forma architettonica originaria. L’aula consiliare ospita diversi reperti provenienti dall’area archeologica di San Mauro, tra cui due grandi mosaici romani del IV secolo.

Il “tunnel”
Nome con cui è comunemente chiamano il sottopassaggio, che attraversando l’argine, collega la piazza del paese all’area golenale. Costruito dal Governo austriaco, nella prima metà del 1800, assieme al campanile è uno degli elementi architettonici caratteristici del centro

Villa Ca’Zorzi
Costruita nel primo dopoguerra, in luogo di un precedente complesso sette-ottocentesco da Antonio Ca’ Zorzi, padre del poeta Giacomo “Noventa”. E’ immersa in uno splendido parco all’italiana, di circa due ettari, con piante secolari ad alto fusto: un vero polmone verde nel centro del paese.

villa Doria De Zuliano
Villa costruita negli anni venti del ‘900, sul sedime di un edificio più antico. Un tempo apparteneva alla Famiglia De Zuliani Porta di Ferro, nobili bellunesi, originari di Perarolo, giunti a Noventa alla fine del 1700, grandi proprietari terrieri e commercianti di legname.

L’oratorio del Redentore a Ca’Memo
Costruito, dopo la Guerra 1915-18, sui resti dell’omonimo oratorio della residenza di campagna del doge Marcantonio Memo, da cui deriva il toponimo della località. Da notare la forma particolare del campanile e l’iscrizione sulla facciata che ricorda l’anno di costruzione della villa, il 1605

Il ponte di barche
E’ l’erede di un antico traghetto esistente sin dal XIII secolo. L’ansa del Piave in cui si trova, durante la Guerra 1915-18, fu teatro di aspri combattimenti, durante i quali, l’8 luglio 1918, rimase gravemente ferito anche lo scrittore americano Ernest Hemingway.
Percorrendo la strada provinciale per Fossalta si giunge al Piave, il cui passaggio è assicurato da un caratteristico ponte di barche.
Nonostante esso esista da oltre cinquant’anni (fu posizionato nel 1951), a Noventa moltissimi continuano a chiamarlo semplicemente “passo per Fossalta”, mantenendo nel nome il ricordodei tempi in cui il servizio veniva svolto su barca o su pontone natante. Esso è l’erede di un antichissimo traghetto di cui si ha notizia documentata sin dal XIII secolo, ma sicuramente di molto anteriore.
In quel lontano passato serviva principalmente una strada molto frequentata, la Calnova, essendo la più breve tra Venezia, Motta di Livenza e l’Alto Friuli, e questa a sua volta si era sovrapposta a un’antica via romana che guadava il fiume proprio in quel punto. Questo ne ha fatto un luogo sicuramente carico di storia. In particolare durante la prima guerra mondiale, con la Battaglia del Solstizio, del giugno del 1918, fu teatro di aspri combattimenti nei quali fu ferito anche lo scrittore americano Ernest Hemingway. Il fatto è ricordato da una stele posta sull’argine dalla
parte di Fossalta.
L’ampia ansa che il Piave compie in prossimità del ponte merita di essere visitata anche per l’amenità e la bellezza del paesaggio, che ne fa uno scorcio di grande suggestione, come ebbe a scrivere un altro scrittore, Goffredo Parise, che tanto amò questi luoghi da prendere casa in golena nella vicina Salgareda.

Romanziol
Antica località di Noventa. Nella chiesetta, dedicata a Sant’Antonio da Padova, è conservata una cinquecentesca statua del santo opera dello scultore Giovanni Maria Mosca, proveniente dall’oratorio dell’artistica Villa Da Mula, andata distrutta durante la Guerra 1915-18.

Chiesa di Sant'Antonio Romanziol
Tra le diverse ville che allora si trovavano lungo il Piave, la più importante era sicuramente quella che il nobiluomo Andrea Da Mula si fece costruire nel 1568 a Romanziol.
Era una villa sontuosa, progettata da Jacopo Sanso vino ed affrescata al suo interno dal Veronese.
Aveva anche un oratorio pubblico, intitolato proprio a Sant’Antonio, arricchito da una cinquecentesca statua del Santo e da una preziosa pala del Tiziano.
L’inizio della villeggiatura coincideva quindi, a Romanziol, con i festeggiamenti che i Da Mula e la popolazione tributavano al Santo da Padova. La famiglia arrivava da Venezia portandosi al seguito ospiti del suo rango, ma anche la numerosa servitù Chiesa Sant’Antonio oggi e tutto un pittoresco stuolo di personaggi.
La festa del Santo era solo l’inizio, perché durante tutta la vacanza estiva, si tenevano balli, giochi, conviti, anche spettacoli teatrali. A questi festeggiamenti non era estranea la popolazione, perché i Da Mula non mancarono mai di contribuire con grande generosità, alla festa del colmello. Nel 1797, scomparve la Serenissima, e con essa le feste e i fasti della sua nobiltà. Di li a poco scomparvero i Da Mula, la
cui proprietà di Romanziol passò ai Guarnieri. Un secolo dopo, sotto le granate della Grande Guerra, scomparve per sempre anche la magnifica villa e il suo oratorio. E si sarebbe perso anche il ricordo dei festeggiamenti di inizio estate in onore di Sant’Antonio se, in anni recenti, la volonterosa iniziativa di un gruppo di abitanti della località, costituiti nel Comitato “Pro Romanziol”, non ne avesse recuperato la tradizione.![]()

Capitello di Santa Febronia
Romanziol (fraz. di Noventa di Piave) si trova l'antico Capitello di s. Febronia, risalente secondo alcuni studiosi al XIV secolo.
Santa Febronia (Nisibis, IV secolo – Nisibis, IV secolo) fu una cristiana che subì il martirio nell'antica Sibapolis, Nisibis. Viene venerata come santa dalle Chiese cattolica, copta e greco-ortodossa.

Villa da Mula
La più importante tra le ville, però, per grandezza e ricchezza è sicuramente quella che Andrea Da Mula si fece costruire a Romanziol nel 1568. Descritta come “casa con cortivo”, in realtà era una villa sontuosa progettata dal Sansovino, affrescata da Paolo Veronese e dai suoi aiuti e che, nella cappella privata, poteva vantare una pala del Tiziano.
Del suo complesso faceva parte anche la storica osteria con bottega, per oltre un secolo gestita dai Soligoni e che oggi, mantenendo il suo carattere tipico, con l’insegna “La Bersagliera” è condotta dalla famiglia Rorato.
La villa, passata nel frattempo alla famiglia Guarnieri, è andata purtroppo irrimediabilmente distrutta nel 1917 sotto le granate della Grande Guerra. Di essa si sono salvati solo tre affreschi che si trovano attualmente nei Musei Civici di Treviso e la statua di S. Antonio da Padova, opera di Giovanni Maria Mosca uno scultore del cinquecento,ora collocata nella chiesa della località.
Estinti i Da Mula e distrutta la villa con le sue opere d’arte, sarebbe scomparso anche il ricordo dei “memorabili” festeggiamenti che essi tributavano al Santo da Padova quando arrivavano da Venezia per la villeggiatura d’estate, se la volonterosa opera degli abitanti della località, organizzati nell’associazione “Pro Romanziol”, non ne avesse negli ultimi anni recuperato la tradizione.![]()

Villa Bortoluzzi
Costruita all’inizio del XVIII secolo dai Fonseca, nobili veneziani di origine spagnola. Di tutte le antiche ville un tempo esistenti a Noventa, per la sua lontananza dal Piave, è l’unica che si è salvata dalle distruzioni della Grande Guerra. Di recente è stata oggetto di un ottimo intervento di restauro.
