Il Parco fluviale
Sull’area un tempo occupata dalle attività dell’antico porto sul Piave, fondato dai Veneziani alla fine del X secolo e rimasto attivo per quasi un millennio. Lo scrittore Goffredo Parise lo ha descritto come un luogo magico, fuori dal tempo, tra i più affascinanti del paese.
Il Piave è un fiume alpino: le sue sorgenti si trovano a 2037 metri sul livello del mare, alle falde meridionali del Monte Peralba.
Con i suoi 220 km di lunghezza, è il quinto dei fiumi italiani. Sfocia nel Mare Adriatico a Cortellazzo, tra Jesolo ed Eraclea.
Nel tratto iniziale attraversa la provincia di Belluno, ha le caratteristiche del torrente alpino e si arricchisce per l’apporto di numerosi affluenti. Finisce quindi nella Marca Trevigiana fluendo in vasti ghiaieti in cui divaga in più rami, raggiungendo a Cimadolmo un’ampiezza del greto di oltre 4 km.
Infine da Noventa al mare, nel tratto terminale in territorio veneziano, assume il tipico aspetto del fiume di pianura scorrendo tra gli alti e robusti argini che nel tempo sono stati costruiti per contenere le sue irruenti e poderose piene. Infatti come tutti i fiumi alpini è caratterizzato da un regime tipicamente stagionale. Alterna fasi di magra, ovvero di portata minima, che si verificano nel corso dell’estate e dell’inverno, a fasi di piena, in primavera e in autunno.
Queste piene, per l’enorme quantità di sedimenti che portano a valle, crearono, nei secoli passati, non pochi problemi alla Serenissima Repubblica. Per evitare il rischio di interramento della laguna e la chiusura della sua bocca di porto principale, gli idraulici veneziani, a partire dal XV secolo, progettarono e realizzarono tutta una serie di opere che andava dalla costruzione di arginature fino allo spostamento della foce del fiume scavando un alveo
artificiale.
I fattori di importanza del fiume non si limitano agli aspetti geografici ed idraulici, ma comprendono anche dati etnografici, culturali e storici, con l’unione ideale di genti ladine, cadorine, trevigiane e veneziane, ma soprattutto con riferimento alle vicende del primo conflitto mondiale, che hanno assegnato al Piave un valore simbolico incancellabile.

Il Centro Didattico Naturalistico “Il Pendolino”
Strutturato come museo-laboratorio, organizza attività finalizzate alla didattica delle scienze naturali e alla divulgazione della cultura ecologica. Dispone di guide qualificate e di un “sentiero natura” che consente una passeggiata, di circa 2 km, tra ambiente agrario e fiume Piave.
Collocato nell’edificio dell’ex scuola elementare della Località Romanziol, è strutturato come museo- laboratorio ed è organizzato per la didattica delle scienze naturali e per la divulgazione della
cultura ecologica.
Progettato e realizzato dall’Associazione Naturalistica Sandonatese nel 1989, è operativo dal 1991 ed è gestito dall’Associazione Culturale Naturalistica “Il Pendolino”. La sua attività è rivolta a tutti i cittadini ma con una attenzione particolare al mondo della scuola. La finalità principale del Centro è lo sviluppo delle conoscenze e dei concetti riguardanti l’ambiente naturale, con particolare riguardo all’ecologia del territorio della Pianura Veneta Orientale e dell’ambiente fluviale plavense.
Le strutture museali del Centro comprendono:
- La sala delle vetrine monotematiche
- La saletta multimediale
- Le sale degli ecosistemi territoriali
- Il laboratorio didattico-naturalistico
- Il giardino didattico
All’esterno si sviluppa un “sentiero natura” che consente una passeggiata di circa 2 km tra ambiente agrario e fiume Piave, alla riscoperta delle componenti antropiche e naturali del paesaggio
locale.
Il Centro dispone di guide qualificate; è aperto al pubblico tutto l’anno su prenotazione e nel corso degli eventi culturali periodicamente organizzati. I programmi sono consultabili sul sito web.![]()
